Coltivare
tartufi è sempre stata l’aspirazione dei ricercatori
e dei tartufai, grazie all’alto valore gastronomico
e commerciale che hanno questi preziosi funghi.
Attualmente, con l’approfondimento delle ricerche sulla
biologia dei tartufi e delle piante simbionti, è possibile
incrementare la loro produzione seguendo due distinte vie.
A. Messa a dimora e coltivazione, in terreni idonei, di piante
precedentemente micorrizate.
B. Intervento sulle tartufaie naturali onde esaltare la loro
capacità produttiva, o riattivare quelle invecchiate.
La realizzazione di tartufaie coltivate viene eseguita utilizzando
essenzialmente tartufi pregiati, quali il Tuber magnatum Pico
(bianco pregiato) ed il Tuber melanosporum Vittad. (nero pregiato).
Nelle zone con caratteristiche pedoclimatiche non idonee a
queste due specie di tartufo, è conveniente realizzare
impianti con specie meno pregiate, comunque ben commercializzabili,
quali: scorzone, uncinato, bianchetto, ecc
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