La ricerca,
la raccolta e la commercializzazione del tartufo in Italia
è regolamentata da una legge quadro che a sua volta
demanda alla singole regioni di promulgare ulteriori norme
purchè non incontrasto con la legge nazionale.
E' previsto, in via generale, che il ricercatore deve effettuare
lo scavo nel punto ove il cane, allo scopo addestrato, ha
segnalato la presenza del tartufo.
L'escavazione
deve effettuarsi mediante l'apposito attrezzo, vanghetto o
vanghella.
Alcune regioni italiane, a tutela della specie e degli apparati
radicali della pianta superiore oltre a quanto stabilito dalla
legge nazionale hanno previsto l'uso della zappetta nei terreni
pietrosi e stabilito le misure e la forma del manico e della
lama del vanghetto o della vanghella.
Le varie forme della lama, se non espressamente previste dalla
legge, dipendono dalla tradizione locale.
Per i tartufi neri, che solitamente si rinvengono in zone
pietrose con molto scheletro, si usa una piccola zappetta,
mentre per i tartufi bianchi o altre specie la vanghetta o
vanghella.
Questi attrezzi sono costruiti da esperti forgiatori perchè
devono assicurare una leggerezza
per il trasporto da parte del ricercatore di tartufi e nel
contempo una resistenza elevata per le fasi di escavazione,
la lama spesso ha una forma polifunzionale, ad esempio presenta
un taglio laterale per recidere le radici ingombranti, uncini
per aggrapparsi e salire parti scoscese, la lunghezza del
manico spesso è in relazione all'altezza del ricercatore
che lo utilizza come bastone di appoggio durante le escursioni
alla ricerca del tartufo.
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